Diario di un’impresa

PRIMA:

Finalmente è arrivato il giorno della gara. 12 mesi di intensa preparazione. 12 mesi di sacrifici. 12 mesi di privazioni. 12 mesi di lacrime e sangue. Allenamenti all’alba e al tramonto. Con 40 gradi all’ombra. Con il gelo dell’inverno. Ripetute fatte con la neve fino alle ginocchia. Km e km percorsi sulle strade di ogni angolo di questa Nazione. Nessuno mi può capire quanti sacrifici abbia affrontato. Nessuno se non il mio adoratissimo coach! Due persone ormai diventate una sola. Mesi trascorsi fianco a fianco. Telefonate nel cuore della notte per capire il perchè di certi dolori post allenamento. Tabelle studiate in ogni minimo particolare. Tutto questo per arrivare ad oggi in perfetta forma. Io e lui. Lui ed io. Sintonia perfetta alla base di un’amicizia unica. Solo amicizia e non per vil denaro! Il tutto documentato ogni giorno sul mio profilo Facebook. Su quello Instagram. Su Garmin Connect. Su Strava. Ore passate nei forum di corsa a scrivere di gare e runner.

Esci a mangiare una pizza questa sera? No, non posso mangiare proteine oggi. Un aperitivo domani? Alcool durante la preparazione? Ma siete matti? Sesso? E sprecare così energie psico fisiche? Assolutamente no! 12 mesi a fare il conto alla rovescia per giungere finalmente a questo appuntamento e finalmente ora ci sono. Ai piedi il ventesimo paia di scarpe provato, usato e comprato durante quest’anno. Come potrei non ringraziare il proprietario del negozio da cui, ormai, vado tutti i giorni? E’ stato lui, per amicizia, a consigliarmi di cambiare scarpe ogni 15 giorni. I miei piedi lo ringraziano. Oggi ho poi i miei calzini preferiti: resistenti al sudore, all’acqua e al sole, al caldo ed al freddo. Testati dagli astronauti partiti poi per la spedizione sulla base spaziale MIR. E i miei pantaloncini? Neri fumo di Londra al venerdì sera con inserti gialli sole del deserto libico in un mercoledì di metà luglio. Senza cuciture per evitare qualsiasi tipo di attrito. Manicotti giallo fluo progettati da Renzo Piano in collaborazione con Giorgio Armani e passati poi nella galleria del vento della Ferrari. Maglietta aderente come una seconda pelle in modo che l’aria scivoli e non perda decimi preziosi. Allo stesso tempo il colore non riflette la luce prodotta dai fotografi che mi scatteranno foto che poi pubblicherò immediatamente per raccontare di questa magnifica impresa. Infine fascia antisudore, ma soprattutto a tirarmi la pelle in modo che diventi liscia come quella di un bimbo. Al polso l’ultimissimo modello di Garmin studiato appositamente per me: ho fatto anche una piccola operazione chirurgica in modo da avere un buco nel braccio dove poterlo mettere. In pochi sono attenti ai dettagli come il mio coach, vera guida spirituale e persona a cui affido l’ultima parola. Lui decide per me. Anche la posizione da tenere mentre dormo in modo che il mio corpo non subisca traumi durante la notte. Grazie coach!

Ci siamo… E’ tutto pronto… 3… 2…1 Si parte!

DOPO

Sapevo di non essere in forma, non mi sono allenato molto ultimamente. L’importante è divertirsi.

 

 

L’anonimo Runner

 

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