A tre settimane dall’esordio sulla distanza dei 50 km di Seregno, eccomi pronta per una nuova ultra: la 50 di Romagna. In realtà le due gare hanno in comune solo la distanza ed io arrivo con un pizzico di incoscienza in meno.
Vorrei partire dalla fine, dall’abbraccio di Giacomino, di Rosario, di Santo Borella e dai complimenti che ho ricevuto da parte loro, persone navigate nel mondo dell’ultra, per il tempo che ho realizzato in una corsa che è molto dura. E’ una cosa che mi ha fatto stare davvero bene, senza nulla togliere al supporto ricevuto da Fabio, Lally e Vilma lungo il percorso e dall’entusiasmo mostrato dagli altri compagni di gara.
Ma procediamo con ordine. Domenica sera sono stanca e sapendo che la sveglia suonerà alle 4 vado a letto con le galline. Mi sveglio, vedo 3 e 50 sulla radio sveglia e decido di alzarmi, in fondo sono in anticipo di soli 10 minuti sulla sveglia programmata. In cucina accendo il bollitore dell’acqua. Mi convinco che l’orologio a muro sia fermo, segna 10 minuti a mezzanotte ma per precauzione torno in camera e guardo meglio la radio sveglia. Non avevo visto un 2 davanti al 3, non e’ ora, l’orologio in cucina segna il vero, mancano più di 4 ore, spengo il bollitore e torno a letto. Comincio davvero bene!
Fortunatamente riprendo sonno ma di quelli agitati, ogni 20 minuti mi sveglio e controllo che ore siano col terrore di far tardi, di perdere il passaggio.
Alle 4 e 50 siamo tutti puntualissimi al Cristallo Palace e si parte col pulmino di Fabio alla volta di Castelbolognese. Sono tanti i chilometri da percorrere, peccato che piova.
Vilma, gentilissima come sempre, ha portato dei biscotti pasquali a forma di galli e colombe da condividere nel viaggio e che ci mangiamo di gusto sorseggiando il mio thè, giusto per non farci mancare nulla. Dopo di chè i due ragazzi dietro si addormentano, seguiti a ruota da Vilma e Lally che si accomoda vicina a me per contrastare il freddo. Quasi quasi l’abbraccio….
Alle 7 e un quarto Fabio parcheggia nella piazza di fianco alla via principale, dove c’e’ la partenza, la prima persona che incontro è Ciro, due parole ed un saluto e ci dirigiamo al ritiro del pettorale e del pacco gara. Probabilmente non sono state indicate le nostre taglie sul modulo di iscrizione e le donne si ritrovano con una M molto abbondante ed i ragazzi con una XL che potremmo indossare in due. L’incaricato prometto un cambio se torniamo più tardi, quando si sarà smaltito il caos pre-partenza.
Sosta bar per caffè e bagno e siamo nuovamente al pulmino, dove iniziamo i preparativi immortalati a più riprese dalla macchina fotografica di Lally. Vilma mi fa notare che il mio pettorale pare dorato, l’avevo pensato anch’io, oggi mi è capitato il 938.
Alle 8,30 viene data la partenza, non prima di aver cantato tutti insieme l’Inno Nazionale. Non siamo in pochi ed io parto dal fondo, con Fabio ed altri RB quali Gregorio e Max Pasi. Nel breve tratto che percorriamo insieme Gregorio ne approfitta per darmi ancora alcune raccomandazioni, soprattutto per ricordarmi una salita di 5 km che ci aspetta dopo il giro di boa al 25mo km. Sono partita cauta, al secondo km spoglio la prima delle due magliette extra che ho indossato per contrastare il freddo percepito appena scesa dal pulmino. Anche Lally e Vilma avevano tanto freddo tant’è che hanno accettato di buon grado la felpa di Emilio ed un pile che avevo in più nella borsa. Al terzo km transitiamo nuovamente ma Lally e Vilma, troppo impegnate a chiacchierare manco mi vedono..va bene, non ero più di blu vestita, non mi avete riconosciuta.
Usciti definitivamente dal paese di Castelbolognese imbocchiamo un provinciale già in leggera salita. Al quinto km non trovo il ristoro ma un cartello che indica – 45 all’arrivo, sono spiritosi da queste parti. Ad ogni modo il primo miniciclo di 5 km è andato. Al ristoro localizzato verso il 7 km tolgo anche la seconda maglietta da buttare, la getto nel cartone che raccoglie i bicchieri di carta.
Poco oltre vengo superata dal pulmino di Fabio, accolta dall’urlo di Lally. Accidenti, allora non ce l’ha fatta, peccata, mi spiace per Fabio, d’altra parte la gara di oggi serviva proprio per testare la gamba dopo l’infortunio occorsogli a Milano.
Al 12mo km nuovo ristoro in centro paese, accolta nuovamente dal trio Fabio-Vilma-Lally e dalla gente del posto.
Passiamo il bellissimo paese di Bagni di Riolo o Riolo Terme, con una bellissima Rocca Sforzesca . Breve tratto in discesa ed imbocchiamo un violone pieno di altissimi pini marittimi. E da qui in avanti il panorama si fa molto bello, la concomitanza con la pasquetta gioca a nostro sfavore perché sono tante le macchine che si spostano sullo stesso percorso, a volte qualche moto innesca delle battaglie con le macchine, tra strombazzamenti di clacson e sorpassi non proprio ortodossi, in tutta sincerità non è che mi senta proprio sicura.
Si succedono numerosi ristori, qualcuno “volante” , fa caldo ed occorre bere, io ingoio di tutto, dall’acqua ai sali al thè e laddove mancano le spugne verso un bicchiere di acqua in testa per rinfrescare. Al 25 km siamo a Casola Valsenio per il giro di boa, passiamo sopra al tappeto del rilevamento cronometrico, altro ristoro, devo dire che i volontari presenti dietro ai tavoli sono tutti gentili ed estremamente solerti. Io ringrazio e saluto ogni volta. Lo speaker parla di una sagra ed invita la gente a prenotare i tavoli, parecchia gente a spasso per il paese ma che non si cura troppo di noi.
Usciamo dal paese, ecco il breve tratto in discesa preannunciato da Greg e Fabio e subito dopo la salita, prima qualche bel tornante poi un tratto di strada diritta ma che sale per 5 km ininterrotti, come dice il cartello “5 km a Monte Albano” seguito dal 4, dal 3, dal 2 e dal nuovo ristoro allo scollinamento. Affronto la salita con calma, cercando di non perdere il paso, molti camminano e li supero. E’ uno spettacolo questo tratto, si e’ in mezzo alla natura, peccato tutti quei “piumini” che mi vengono incontro, danno quasi fastidio a me che non soffro di allergie. Sono ancora abbastanza presente per notare le scie di ranuncoli gialli che affiancano la strada sulla quale sto arrancando. Avevo un paio di minuti alla mezz’ora su ogni step di 5 km, qui li ho persi tutti, visto che il “cronometro” piazzato prima del ristoro indica 3 h 09’. Ma va bene così, sto ancora correndo, fa caldo, tanto caldo e mi sento stanca ma Vilma, Lally e Fabio sono li’ per me, per applaudirmi, mi incoraggiano dicendo che sto andando bene, che ora c’è tutta discesa e che ci vediamo all’arrivo.
OK, 30 km sono andati, attacchiamo con la discesa. Cerco di controllare le gambe, ho paura che lasciandomi andare troppo poi si imballino ma mi sento abbastanza sciolta, vedo di rilassare un po’ le spalle. Al nuovo ristoro, alla fine della discesa siamo quasi al 35 km, meno 15 all’arrivo, ho recuperato parecchio visto che il mio cronometro segna 3 h 31’, ora si tratta di tenere. Bevo almeno tre bicchieri di sale e acqua e vedo di ripartire, anche se sembra le gambe non ne vogliano più sapere. Diventa una questione di testa ma un paio di gambe nuove e più fresche non mi dispiacerebbero. Le tre successive salitelle le cammino, in realtà la prima l’ho iniziata di corsa ma a metà mi sono fermata, non e’ che correndo vada molto più veloce mentre una camminata spinta mi consente di stirare un po’ le gambe che iniziano a percepire i primi crampi. Ristoro, salita, strada pianeggiante, ristoro, discesina, altra salitella….così fino alla fine, i km sfilano, per fortuna, sono in media, anzi, decisamente in anticipo sulle previsioni fatte da Fabio qualche settimana fa, quando abbiamo parlato di questa gara. E mi sento contenta, sento che ce la sto facendo, sento anche la fatica, dall’asfalto arriva parecchio caldo, al ristoro devo fermarmi per bere per togliere l’arsura dalla bocca anche se lo stomaco sembrerebbe non voler reggere più nulla. Ripartire dopo essermi fermata è sempre più dura, allora cammino sorseggiando acqua e poi riattacco. Molta gente ormai cammina, mentre li supero mi incitano, mi dicono che sono brava e quasi quasi ci credo. Ormai manca poco, -3, -2 ed ecco il cartello Castelbolognese. Recupero un pizzico di energia e mentre un groppo mi si forma in gola ma non voglio piangere vedo gli archi gialli, poco oltre lo striscione dell’arrivo, ce la faccio, ce la posso fare, ancora 300 metri, poi 200, ecco l’applauso di Fabio e delle mie due amiche. Taglio il traguardo in 5 h 09’, mi infilano la medaglia, mi appoggio alla transenna, per rifiatare, due lacrime ed un po’ di stanchezza e nervosismo che ha il sopravvento su tutto il resto. Ma è questione di un attimo, pochi secondi e mi riprendo. Eccomi tra le braccia di Fabio che mi dice che sono stata bravissima, ecco l’abbraccio di Vilma e Lally. Chiedo immediatamente degli altri, Bat è stato stratosferico, ha impiegato un’ora meno di me, Emilio ha avuto qualche problema al polpaccio e ha dovuto rallentare ma il suo 4 h e 30’ rimane un tempo eccezionale, a mio modo di vedere, e tanti altri RB sono andati benissimo.
Mi sento un po’ stordita, approfitto di una panchina per togliermi il chip, Fabio mi accompagna laddove vanno riconsegnati, non riesco ad orientarmi. Ritiro anche il mio pacco premio, non c’e’ graduatoria per categoria ma tutte le donne vengono premiate, a quanto pare sono 49ma. Al pulmino recupero lo zaino, Fabio mi spiega dove si trovi la scuola dove andare a fare la doccia, sono talmente disorientata che ovviamente non la trovo, quindi torno indietro e seguo i cartelli per la palestra dove so che le docce sono fredde, speriamo che quest’anno la situazione sia migliorata. In palestra incontro Bat ed Emilio, entusiasti al massimo del mio tempo, baci e abbracci cono loro, mi avvertono che la doccia è “tiepida”… mi ritiro nello spogliatoio riservato alle donne. Ho talmente tanto caldo addosso che non mi spaventa l’idea dell’acqua fredda, peccato che poi ci resista pochissimo e rimpiango la bellissima doccia bollente e rigenerante fatta a Seregno. Mi cambio scambiando qualche commento sulla gara con le altre donne presenti. Quando sono cambiata e pulita torno alla partenza, ritrovo il mio trio, Emi e Bat stanno mangiando qualcosa, Fabio mi invita a fare la stessa cosa ma ho lo stomaco sotto sopra per tutti i liquidi ingeriti sul percorso, l’ultimo bicchiere di acqua colorata aveva un sapore orribile e ho rischiato di tirar su tutto a due km dall’arrivo, preferisco lasciar perdere.
Visto il rischio traffico prima delle tre siamo sul pulmino per fare ritorno, il viaggio diventa abbastanza lungo per le code che incontriamo un po’ ovunque, fortuna che ci sono Vilma e Lally ad intrattenerci con i loro canti e le loro battute. Alle 19 siamo al Cristallo Palace, anche questa gara è andata, anche questa trasferta è finita. E’ sempre doloroso per me il momento del congedo ma fra un paio di settimane ci aspetta il Custoza, non so in che stato ci arriveremo, ma ci andremo ancora in compagnia.
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