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LAVAREDO ULTRA TRAIL

Mi ritrovo in griglia di partenza già alle 21,45 nonostante la partenza sia programmata per le 23. Mi hanno detto di portarmi avanti perché ci sarà tanta, tantissima gente. Alle 22, coi miei soci, siamo già dietro la starter line schiacciati come sardine. Ma quanti siamo???? Porca paletta ci siamo! È da gennaio che sto pensando a questa gara e adesso ci siamo. Prima però volevo spendere 2 parole sull'organizzazione: veramente efficiente e ben organizzata. Ritiro del pettorale con controllo del materiale obbligatorio molto scorrevole. Consegna sacca per la base vita: veloce; pastaparty ben fornito. (Anche all'arrivo troverò la stessa gente premurosa e gentile). Allora...eravamo rimasti in griglia di partenza...era lunghissima non ne vedevo la fine (ma quello perché sono alta 1metroe1caco, ergo sempreEsoloTacchiAlti). Stare così tanto in griglia ti distrugge ma poco si può fare. Incomincia il conto alla rovescia e tutti accendono le frontali. La partenza è da brividi. Noi siamo un fiume in piena che defluisce dalla Via centrale del paese, le rive di questo fiume sono tutte le persone che incitano, urlano, fischiano, gridano e filmano. Ecco: qui mi sono venute le lacrime agli occhi e mi si è chiusa la gola dall'emozione...poi mi sono ricordata che dovevo fare ancora 120 km e me la sono fatta passare alla svelta! Lungo le vie che portano fuori dal paese ci sono bambini, anziani, giovani, fuori dalle case che continuano ad applaudire. Che belle cose. La gara comincia. Essere in 1500 persone e non sentirne neanche una parlare. Pareva di essere soli in mezzo a tutta quella gente. I bastoncini sono l'unico rumore che ci accompagna. È strano, molto strano. Tutte queste sensazioni nuove... Incominciano le salite, il mio fiato si fa corto e cerco di concentrarmi sul sentiero per non inciampare. La frontale però mi gioca un brutto scherzo, fissata in terra si muove a destra e sinistra e mi concilia il sonno. Aiuto! Cerco di distrarmi cantando canzoni (La notte di Arisa, giusto per essere in tema), comincio già a pensare che forse non ce la farò mai. Come faccio a passare questa notte e poi un'altra ancora all'indomani??? Aiuto 2.0! Dai Roberta, tirati insieme! Quante persone credono in te e tu vuoi abbandonare alla prima difficoltà??? E poi voglio quel giubbino bianco con scritto FINISHER. Al secondo ristoro incontro un amico, sono già molto provata...mi chiede come va: dura,dura! Gli rispondo... Adesso aspetto l'albeggiare che sarà bellissimo. Inizia a farsi chiaro il cielo dietro ai massicci del Monte Cristallo, si avvicina il lago di Misurina. Uno panorama fantastico! Ci dirigiamo verso il Rifugio Auronzo, una bella salita che porterà poi al punto più spettacolare della gara: le tre cime di Lavaredo. Non vi sto neanche a spiegare la bellezza. Guardatevi la foto. Da qui in poi per me è stato molto difficile; veramente per tutti quelli che avevano il mio passo. Un caldo terrificante, soffocante che toglieva il respiro già provato da tante salite. Penso che sia stato il motivo di molti ritiri. Ho dovuto abbassare molte volte la testa rinunciando al paesaggio per concentrarmi a non ascoltare il mio corpo che sobbolliva. Tutte i rigagnoli e fiumiciattoli erano buoni per rinfrescarsi... Quanta gente ho incontrato su questi sentieri e tutti che incitavano e ci salutavamo dicendoci BRAVI! Quando sei al limite anche una sola parola di conforto da uno sconosciuto può fare risalire la tua stima! Sono uscita da Malga Ra Stua dopo le 13 sapendo che avevo davanti 20 km e 900 D+, mi sono fatta coraggio e sono ripartita. Fortunatamente arrivando verso il Col Gallina il cielo si è coperto e ho potuto guardare un po' in giro. Vedevo questo sentiero infinito a S che portava a dei ruderi ed una grotta, solo da vicino ho capito che erano reperti della guerra. Da qui in poi c'è ancora tanto dislivello da fare, nonostante ho già percorso 95 km. Rifugio Averau è altissimo, passo Giau è alto e forcella Giau è in paradiso. E in mezzo ci sono un sacco di discese. Ho riacceso da un po' la frontale e tutte queste pietre bianche mi rimandano ad un paesaggio lunare. Sarò in trance agonistica? Incominciamo a scendere: ho due consapevolezze: vado verso la fine e sarà una discesa interminabile. Incomincia a piovere e i tuoni si fanno sentire. Dietro di me ai alche dj vocalist mancato grida: SU LE MANIIII!!!! BASTONCINI VERSO IL CIELOOOO!!!! Se...così ci fulminano all'istante. Discesa, discesa, infinita discesa nel bosco... Avevo un po' di timore ad andare avanti da sola... Sono stata lì in mezzo a qualche compagno di viaggio. Poi le luci del paese, del campanile... Ci siamooooooo!!!! Quando arrivi alla fine di qualsiasi gara trovi sempre una scorta di forza nascosta in te che manco sai di avere. Ho ricominciato a corricchiare senza neanche sapere la strada giusta. Ormai era tardissimo e in giro non c'era quasi più nessuno. Ero euforica. Non potevo credere dì essere arrivata fin lì! Ed ecco il vialone transennato dell'arrivo: che gioia! Che felicità! Corro con le mani alzate verso la scritta FINISHER. Però io non riesco ancora a crederci. Una gara del genere mette alla prova te, il tuo fisico e soprattutto la tua testa. Io ho vinto. Contro me stessa. Perchè ho scoperto i miei limiti. Perché sono riuscita a non cedere. Se non ci fosse stata tutta quella fatica forse l'arrivo non sarebbe stato così bello!
Per una magia così, vale la pena vivere. [L.Ligabue]

Commenti   

+5 #1 Roberta Feliciani 2017-06-27 19:03
yep!

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