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LA MIA MONZA RESEGONE

( Ph Credit Podisti.net )

….e finalmente l’ho fatta! Rimandata già troppe volte! Ma cominciamo dal principio…

LA STORIA: Fin dai primi anni che ho iniziato a correre ho messo in conto di correre la Monza-Resegone non appena ne avevo sentito parlare: la prima volta da una lettura in internet di un resoconto che ne raccontava le emozioni e la definiva la Champions League della corsa! Poi negli anni altre letture e poi i racconti di amici e conoscenti, ormai eravamo arrivati al punto che erano più i runners che conosco che l’hanno fatta di quelli ancora all’asciutto… Io già 4 volte mi ero lanciato nell’idea più o meno convinto ma poi tutto era saltato sempre…. E devo dire che questa gara, oltre che affascinarmi, la temevo e rispettavo e quindi io stesso ero molto titubante. Ma dovevo farla perché in sé racchiudeva troppe cose affascinanti e particolari e io amo le cose un po’ non ordinarie: - la corsa in squadre da tre; - l’orario particolare di corsa; - la partenza a cronometro scaglionati; - il correre al buio con le lucine; - superare ed essere superati in strada da altre terne; - la particolare atmosfera del correre di notte; - fare una maratona con ultimi km difficili di sentiero di montagna….. Insomma tante cose irresistibili da provare assolutamente….

L’IDEA: Stavolta a inizio dicembre 2016 è nata l’idea di farla correndo con l’amico Nicola Lecchi in quel di Barbata nel piattume più totale, anzi eravamo andati a correre fin lì proprio per evitare le salite annunciate in un’altra tapasciata più vicina a casa! E così parlando è nata l’idea di individuare un terzo membro sempre del Comune di Capriate essendo io di Capriate e Nicola di San Gervasio; mancava un rappresentante di Crespi e quindi è stato immediato individuare il soggetto giusto: Nicola Greggia, grande amico, persona gigantesca (..non solo fisicamente J ..) e con notevole esperienza di corsa in generale e di Monza-Resegone nello specifico. E così è nata la terna 24042 (il CAP di Capriate)!

L’AVVICINAMENTO: Detto-fatto. L’idea è piaciuta e velocemente il grande giorno si è avvicinato; non l’abbiamo preparata tantissimo insieme ma non ce n’è stato nemmeno bisogno: 2 allenamenti da terna (di cui uno con tanta salita e l’altro lungo), la sera della consegna zaini e la sera del pre-gara (oltre all’interminabile giorno della gara), sono bastati per creare il giusto affiatamento e avevamo già ben chiaro come affrontare la bestia… volevo dire la Corsa! Nessun obiettivo cronometrico, gestione intelligente delle energie, risparmio per poi gestire il difficile finale senza problemi e godersi la soddisfazione del traguardo: e direi che alla fine così è stato!

IL GIORNO: Il giorno della Corsa è lunghissimo e rischia davvero di prosciugarti prima ancora di partire specie se fa così caldo come in questi giorni e se sei uno che “sente” l’impegno e lo vive fin troppo un po’ come me… E poi per chi non l’aveva mai corsa come me era una novità una maratona così complicata a quell’ora e quindi come gestirsi anche per il cibo e tutto quanto non è semplice… Ma io trovo che sia vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere e quei momenti vanno goduti tutti! Il ritrovo coi compagni di terna e la preziosa “assistente” Manuela che farà un lavoro fantastico e prezioso: trasporto, compagnia, tifo, foto, supporto durante la corsa…. Ecc…. Ha pure forato!; il ritiro del pettorale; i momenti al bar per prepararsi e consumare l’attesa; gli altri runners noti o meno; gli amici incontrati che partecipavano alla corsa e anche no come Sergio, Veronica e Rosa…. La tensione che sale! La folla che aumenta! Le prime partenze! Il panino mangiato alle 20 che non

vuole farsi digerire e che rende thriller l’immediata vigilia della partenza che fortunatamente avviene verso le 23 con oltre mezzora di ritardo sul programma, probabilmente minuti preziosi che mi consentono di superare il momento e di partire al top!

LA PARTENZA: …e finalmente ci siamo, in fila con le altre terne, in grosso ritardo sul programma, emozioni e paura a mille! I pochi secondi del filmato dietro le quinte mostrano tutta la mia tensione! Ma penso che per tutti sia un po’ così…. Proprio parlando dietro le quinte scopro la mia prima cazzata di giornata, cioè che nel briefing della sera precedente si era deciso “canotta della vecchia divisa alla partenza e canotta o maglietta della divisa nuova al cambio ad Erve”… Io invece come cambio ho messo ancora la canotta vecchia, non avevo capito un tubo (..va beh niente di grave ma prima gaffe..). E poi in breve tempo tocca a noi e sei sul palco davanti a una bella folla e ti presentano e sai che è il momento: beh è bellissimo! Non capisco più nulla il rettilineo iniziale è pieno di gente, non siamo abituati, il cuore batte fortissimo. Dopo il nulla…. Scherzo…. Mica tanto però…. Dopo 150 metri circa mi accorgo di non aver acceso il garmin, troppe emozioni! (seconda gaffe di giornata)….

LA GARA: Passata l’emozione della partenza si comincia a correre in strade dove il tifo è poco: è comunque bellissimo ma il sorteggio e la partenza in grave ritardo ha sicuramente tolto alla mia terna molto del tifo sulle strade oltre che le emozioni dell’affollamento di terne specie nella scalata finale…. Però è stupendo lo stesso: - strade più o meno buie e trafficate attraversate con un clima non eccessivamente caldo; - qualcuno a bordo strada che ti incita, qualche bambino ti dà il cinque; - il fascino di correre di notte; - qualche macchina e moto suona, si sente qualcuno che incita, sai che stai facendo qualcosa di “strano” e “speciale”; - il saluto a tutti i volontari sul percorso che fanno un gran lavoro per noi; - le altre terne che ti superano…. A proposito di questo all’inizio oltre una decina di terne nei primi km ci hanno superato, considerando che ne avevamo solo 16 dietro alla partenza cominciamo a pensare di fare da scopa…. Il nostro primo sorpasso si registra solo al 17°km ma la prudenza è una tattica che pagherà, diverse terne che ci avevano superato le andremo poi a raccogliere più avanti insieme a tante altre terne…. Noi proseguiamo col nostro passo regolare con brevi soste ai ristori, sempre compatti, una vera squadra, io lo so che nessuno ci impedirà di arrivare in Capanna! I km passano veloci, a volte accendo la mia potente luce frontale che causerà gravi danni agli occhi dei miei compagni di terna ma è bellissimo attraversare di corsa strade buie e trovare comunque spesso qualcuno che ti aspetta e ti incita nonostante l’orario: - gente normale che aspetta la corsa di tutte le età; - giovani fuori dai locali magari anche un po’ “carichi” ma che fanno atmosfera, uno ci ha pure accompagnato con bicchierozzo di birra in mano per qualche centinaio di metri; - e ogni tanto sul percorso Manuela che ci incita e ci fa foto e ci accoglie col sorriso. Il percorso fino a Calolziocorte prevede dei falsopiani e qualche discesa ma niente di particolarmente impegnativo e tutto sembra andare benissimo per noi, tra una cazzata e l’altra e respirando la magia della corsa tutto è perfetto!

LA CRISI: Non ricordo il km preciso ma ad un certo punto, sicuramente ben oltre il 20°, dopo qualche minuto di silenzio, Nicola (Lecchi) ammette di non stare benissimo… Un paio di problemi fisici: ma rallentando il passo leggermente e grazie a diversi km in discesa e alla sua forza mentale, si stringe i denti e si supera tutto. E’ stato un grandissimo a tenere duro e a minimizzare il problema che comunque, pur migliorando, porterà fino in Capanna. Ma anche al 60% non molla, sapevo di avere con me due rocce! Non avevo dubbi. Anche in questi momenti siamo sempre stati compatti e l’abbiamo superata insieme alla grande. In questa Corsa la squadra conta!

IL FINALE: Intorno al 32° km da Calolziocorte si comincia a salire per Erve. Comincia il bello! La salita sarebbe anche corribile, noi alterniamo tratti di corsa a tratti camminati. Qui di terne ne raggiungiamo e superiamo diverse… Bellissimo il tratto detto dell’”orrido” a quanto pare, un nome che è tutto un programma; in realtà l’unica illuminazione è quella delle lampade frontali, qualcuno che già scende, le terne che salgono e incitano… Bellissimo! I miei soci mi fanno notare anche la bellezza del cielo stellato e le luci a valle, uno spettacolo! Per uno che dopo 4 Cortine-Dobbiaco non ha ancora visto in corsa le 3 cime di Lavaredo è già un passo avanti! J …. E finalmente arriva la parte più difficile, superato il cancello orario rispettato con grande margine e passato Erve comincia il sentiero. L’inizio illude che sia tutto facile ma poi si arriva al famoso pra di ratt! Eh beh di tutto quanto vissuto più o meno mi ero fatto un’idea mentale, la cosa che più mi ha sorpreso è stato questo sentiero che non è solo una salita dura ma c’è veramente tanto da scalare…. Per un uomo da asfalto come me posso dire che non è assolutamente il mio terreno ideale; Nicola (Greggia) invece, nonostante la stazza è agile come uno stambecco e all’inizio del sentiero con tre o quattro saltelli supera di slancio tre o quattro terne; è il mio unico momento di affanno: manca ancora diverso terreno all’arrivo, la strada si fa dura, comincio a sentire anche io la fatica…. E’ solo un momento perché poi le altre terne ci lasciano passare, raggiungiamo prontamente Nicola che rallenta, anzi poi fa passare me davanti: ERRORE!!! Con l’agilità e l’elasticità di un ippopotamo a quattro zampe mi arrampico come posso ma ad un certo punto imbocco un sentiero alternativo, probabilmente più impervio di quello normale, anche se io vedevo le lucine sopra di me! Io non l’ho mai fatta ma anche Nicola poi mi confermerà che probabilmente abbiamo sbagliato strada anche se poi ci si unificava… E in quel tratto riesco a incastrare la scarpa tra due rocce rimanendo bloccato… Momento di panico, arrivano i miei compari, non si libera, per un attimo perdo la lucidità e penso che l’unica soluzione sia svitare il piede dalla caviglia; poi sono costretto a togliere la scarpa, sradicarla, slegare il nodo e rimetterla, nel frattempo ci superano a migliaia (..da dove arrivava tutta sta gente che ci era venuta dietro e imprecava dalla fatica???...) Quindi terza e quarta gaffe nel giro di poco! E ci costerà un po’ perché il traffico ci rallenterà molto da lì in poi ma poco importa, non ci interessava il tempo anche se in cuor nostro tutti speravamo di stare nelle 5 ore…. Si continua a salire faticosamente, è davvero durissimo! Un ristoro ci rigenera per l’ultimo pezzo, manca veramente poco, siamo molto rallentati dal traffico ma poi il sentiero diventa più facile, rimane poco da scalare, compare il cartello Capanna, ci siamo quasi, ce lo dicono anche quelli che stanno scendendo, ormai ce l’abbiamo fatta! Dopo non molto Nicola (Greggia), grande Capitano, annuncia di vedere la Capanna, è fatta, mancano poche decine di metri, lasciamo un po’ di spazio da quelli che ci precedono e tagliamo uniti il traguardo come deve essere per una squadra, anche per una bella foto insieme! Ce l’abbiamo fatta! Immensa soddisfazione e gioia! Grandi emozioni! Il tempo finale è 5h10’32” e siamo contentissimi così! L’obiettivo tanto sognato e pensato l’abbiamo raggiunto alla grande e senza grandissimi problemi…. Per me è come aver fatto qualcosa di storico nel mio piccolo. Ora nel mio curriculum figura anche la Monza-Resegone e poche gare danno una soddisfazione così grande all’arrivo, forse nessuna di quelle che ho fatto almeno!

Ci sarebbe da dire tanto anche sul cambio in Capanna, il panino con birretta, il senso dell’impresa negli occhi, il freddo cane, i momenti magici del dopocorsa…. E poi la discesa, un’altra 1h15’ di cammino ma a noi chi ci può fermare???!!! Ringrazio Nicola Lecchi, l’ideatore della terna, grande triathleta e amico, compagno di tante avventure; Nicola Greggia, altro grande amico e runner, hai accettato di metterti in gioco e ci hai guidati da capitano fino in Capanna e non ne hai sbagliata una: grazie! Il ringraziamento più grande alla preziosa assistenza di Manuela che alla fine era entusiasta

quanto noi e contenta di avere partecipato, la nostra terna in realtà è stata una Quaterna! E grazie alla prima tifosa Rosa presente nei pochi ritrovi di terna e pure alla partenza col suo grande contagioso entusiasmo. Credo di non aver dimenticato nulla, posso solo consigliare a tutti i runner di fare questa Corsa prima o poi perché è dura ma ne vale la pena. Spero vivamente che per me sia solo un arrivederci a presto, è una di quelle Corse che crea dipendenza e vorrei rifarla presto, magari l’anno prox, ora la conosco e so quanto può dare! E posso solo dire a quelli che me ne hanno parlato che avevano ragione, è una corsa unica e va provata per capire cosa significa! Ora pure la maglietta del pacco gara, orrenda come primo impatto, è un prezioso cimelio della Corsa! A presto Capanna!

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