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MONZA RESEGONE: L'AVVENTURA DI NICOLA GREGGIA

MONZA, 23 GIUGNO 2012
A.S.D. RUNNERS BERGAMO nr. 9:
- Greggia Nicola
- Lena Alberto
- Spadavecchia Michele

E così quest’anno direi per puro caso e dopo avere rinunciato ufficialmente per un’incomprensione con un runner dei RB, io ed Alberto ci isciriviamo alla 52a edizione della Monza Resegone. A completare la Terna la nuova scoperta Spadavecchia Michele. Le 5/6 settimane prima della gara mi sono allenato con costanza e con la voglia di provare qualcosa di nuovo: la corsa (o presunta tale) in montagna. Allenamenti svolti come sempre sui miei canonici percorsi con l’aggiunta di un’uscita infrasettimanale in montagna e la tapasciata domenicale. Arriva finalmete il 23 Giugno, adrenalina a mille già dal mattino, da due notti sognavo la gara con quei sogni surreali e incomprensibili che ti lasciano un po’ di ansia la mattina appena svegliato. Una serie di dubbi sulla preparazione svolta, i soliti: “avrei dovuto fare questo e non quello……”. Sms ai miei due compagni di avventura e naturalmente due reazioni diverse, Spada più agitato ancora di me che mi chiama e mi chiede consigli su abbigliamento, alimentazione, pranzo, merenda, gel, e chi più ne ha più ne metta, e Albi che invece mi tranquillizza con un “Tieni a freno l’adrenalina per stasera, ormai quello che è fatto è fatto” (o qalcosa di simile). Con i due Runners ci si dà appuntamento per le ore 17.45 a casa mia per briefing finale e partenza, la nostra avventura è accompagnata dal Ds Bassis. Ore 18,15 circa partenza da Osio destinazione Monza, dei 4 il più agitato è incredibilmente il Sandro che sente la gara più di noi e sa di non potersi sfogare con la corsa. Per il Bassis inizia una serata/nottata del tutto “particolare” che inciderà anche sulla nostra nottata. A Monza siamo tra i primi ad arrivare e a ritirare il pettorale, si gira un po’ nelle bellissime vie del centro, si fanno due chiacchiere con gli altri Rb che arrivano, si beve una Becks in compagnia e poi si ritorna alla macchina dove comincia il rito della “vestizione”. Io e Albi canotta e Spada maglietta con maniche corte tutte rigorosamente RB. Bassis improvvisa un altro show avendo pensato di avere perso il borsellino, dopo 10 minuti concitati di ricerca frenetica ed agitata ci accorgiamo che il portafoglio è nel suo marsupio. Ci dirigiamo alla partenza, vediamo partire dapprima le squadre femminili, poi le miste (2 femmine e 1 maschio prima e 2 maschi ed 1 femmina poi) e poi anche noi ci mettiamo in fila aspettando il nostro turno, pettorale 155 partenza prevista per le ore 21.51. Nel frattempo Sandro torna alla macchina e ci si da appuntamento dopo i primi km, il programma prevede che ogni 4/5 km lui si faccia trovare a bordo strada per vedere se abbiamo bisogno di qualcosa. Arrivano le ore 22.00 circa e tocca noi andare sulla pedana di partenza, 20 secondi di Gloria, partenza alla Giro d’Italia con presentazione della terna, squadra e nomi dei componenti, foto di rito (ci saranno stati almeno 4/5 fotografi ufficiali più un’infinità di gente ai bordi della partenza) conto alla rovescia dello speaker 3,2,1 via e comincia la nostra bellissima avventura. Le prime centinaia di metri si corrono tra due file di transenne e tra tantissima gente entusiasta che fa il tifo per tutti, molti bambini allungano il braccio per avere il 5 e noi facciamo il possibile (con molta gioia) per accontantare tutti. Da subito Alberto si mette in testa alla Terna e da il ritmo, avevamo programmato di correre al 5’30’’, ma la voglia di fare, la sensazione di stare bene ci portano su un ritmo costante di circa 5’10’’ al km. Il morale è altissimo, si scherza, si ride, si risponde con un saluto od un gesto agli applausi e ai continui “Bravi” della tanta gente che si trova sulle strade della corsa, ma cè anche molta concentrazione, si sa che non ci attende una passeggiata e l’elemento in più di questa corsa è il fatto di correre in squadra, il ritiro o la brutta prestanzione di uno condizionerebbe la corsa degli altri e allora un po’ di tensione interiore in più cè. I km macinati continuano ad aumentare, si passa Villasanta, Arcore, Usmate e siamo circa al 10° km e di Sandro nemmeno l’ombra, ci chiediamo dove sarà, inizialmente avevamo scherzato dicendogli che gli avremmo passato un buon rimborso spese e che avrebbe potuto inserire in questo rimborso anche il “pit-stop” con una donnina. A questo punto cominciamo a pensare che ci abbia preso sul serio. Nel frattempo la corsa prosegue, diverse terne partite dopo di noi ci sorpassano, mentre altre le sorpassiamo noi. Il clima meteo è abbastanza particolare, caldo (non eccessivo) ma umidità alle stelle, mentre il clima gara è eccezionale, dal pubblico alle altre terne, ad ogni sorpasso fatto o subito scatta in automatico un saluto o un Dai Bravi. Dopo Usmate è la volta Osnago, Cernusco Lombardone, Merate, Cicognola e a Calco arriviamo ai 21 km, la mezza la passiamo in 1.50’.00’’. Spada fa notare la cosa e lascia trasparire nel suo tono un po’ di preoccupazione per il ritmo fino ad ora sostenuto (5’10’’). Io e Albi ci chiediamo nel frattempo come sia andata la corsa di Camignone del Mister e speriamo veramente di vederlo a Calolzio. Abbassiamo di un poco l’andatura e tra il km 23/24 ricompare il Bassis con la sua punto e una strombazzata di tutto rispetto, in un misto incazzato/deluso/divertito il Bos ci dice di avere forato appena uscito da Monza, in un posto buio e solitario e di essere riuscito a cambiare la gomma dopo avere fermato un’altra macchina per farsi fare luce dai fari di quest’ultima. Tutto è bene quel che finisce bene, ora il Gruppo è ricompattatato e la carica del Sandro si sente subito, 4 frecce fisse, colpi di clackson e incitamenti vari, poi come da accordo ci si da appuntamento dopo qualche km. Nel frattempo sul fronte corsa passiamo Beverate, Airuno e facendo un po’ di salita (nulla a confronto di ciò che affronteremo dopo) al 5’30’’ cominciamo a “raccogliere i cadaveri”. Finita la salita comincia una bella discesa ed il ritmo si alza fino ad arrivare ad un 4’45’’ che mette definitiamente in crisi lo Spada. Facciamo fare quindi a lui il ritmo per non creare altri problemi e per un paio di km andiamo a circa 6’20’’, mi affianco e parlo a Spada per incitarlo, gli consiglio di lasciare le braccia a penzoloni e di lasciare andare le gambe senza spingere, essendo in discesa è il modo migliore per recuperare. Arriviamo al km 30 a Olginate e dopo avere preso un gel ci fermiamo per bere e a questo punto ingerisco anche un po’ di solidi (la mitica banana), non ricordo se finalmente a questo ristoro si trovano i Sali minerali o dovrò aspettare altri 5 km. Si riparte, da subito si vede che Spada ha recuparato in pieno e lui conoscendosi bene ci conferma che la probabile mancanza di Sali nei ristori prima gli ha creato questo problema fortunatamente passeggero. Bravo Michele che non ha mollato, anche nel momento di difficoltà però sinceramente non ho pensato che lo avrebbe fatto anzi……. Il Bassis a questo punto è una presenza costante, in un punto si butta in mezzo alla strada e fa un tifo alla giro d’Italia cima Coppi, noi ridiamo e pensiamo “lè prope mat”. Arrivati a Calolzio sono ancora lucido e saluto il Capogruppo degli alpini di Calcolzio, ma da questo punto in poi si sa che comincia la vera corsa. A Sandro diciamo di non fermarsi più e di farsi trovare il più in cima possibile per il cambio maglia e per darci le lampade frontali. La strada a Rossino sarà chiusa al traffico per consentire ai podisti di correre i km in salita senza pericolo e respirando a pieni polmoni senza il fastidio del gas di scarico. La maggior parte delle Terne ha portato una macchina da Erve già 1 o 2 gg prima in modo di essere logisticamente comodi una volta finita la corsa. Noi con Sandro siamo d’accordo che parcheggerà il più in alto possibile e che ci vedremo alla Capanna Alpina sul Resegone. Tornando alla corsa: a questo punto inizia la salita verso Rossino, Erve e Resegone. Considerandomi dei 3 il più debole in salita, dico agli altri che farò io il passo in modo di non dovere stare ad un eventuale loro passo più veloce che mi metterebbe in cirsi. Si comincia a salire e si passa in una stradina piena di folla incitante, Spada trova un suo amico che gli allunga una Corona (birra) e ce ne facciamo un sorso a testa sempre di corsa. Le gambe girano bene teniamo un ritmo di circa 6’00’’ e facciamo un po’ di scalinate tipo Città Alta che ci mettono in grossa crisi per mancanza delle luci frontali. Appena vediamo Sandro passare vicino a noi lo fermiamo e ci forniamo dell’indispensabile accessorio, mentre tutti e 3 non facciamo il cambio maglia previsto inizialmente, fa caldo e anche la maglia sudata non da nessun fastidio. Ci diamo appuntamento con Sandro alla Capanna Alpina. Continuiamo a correre su strada asfaltata in salita, i km passano e ora veramente sorpassiamo un’infinità di terne, mentre solo 1 passa la nostra. La maggior parte dei podisti cammina, ma non cè invidia tra i vari concorrenti, anzi quando passiamo di corsa ci incitano a continuare e tifano per noi, mentre noi diamo un po’ di inccoraggiamento a chi vediamo veramente in difficoltà. Dico ai miei due compagni d’avventura che smetto un momento di correre e per circa 100 mt mi porto ad un passo camminato veloce per distendere bene le gambe, poi via di nuovo al ritmo precedente. Si vedono le luci di Erve e finalmente passiamo al ristoro e poi al rilevamento cronometrico intorno al km 36/37 che sancisce la fine della strada asfaltata e l’inizio della corsa su sentiero sterrato di montagna. Il nostro tempo ufficiale a questo passaggio è 3.26’.02’’, 4’ sotto a quanto mi ero prefissato nella mia ipotetica tabella per arrivare a fine gara in 4h40’. Da qui in poi avevo azzardato sempre nei miei pensieri 1h10’, ora vedremo di che pasta siamo fatti e cosa ci riserva questa salita a sorpresa. Anche nello sterrato si continua a salire di corsa e a superare terne, escluso un passaggio veramente ripido dove ci sono degli scalini sterrati che affrontiamo camminando a passo spedito, poi via ancora di corsa fino a quando, passati un paio di ponticelli, arriviamo all’imbocco del sentiero famoso o famigerato dei Prà di Rat. Davanti a noi una fila infinita di lumini (lampade frontali) che danno l’impressione di vedere un serpente illuminato che sale tra la montagna. Ci accodiamo agli altri ed anche qui ove possibile sorpassiamo diverse terne mantenendo un buon passo camminato. La salita si fa sempre più impegnativa, in molti punti si utilizzano le mani per aiutarsi a salire aggrappandosi a rocce, radici o rami di faggi. Alcuni davanti a noi ci permettono (come da regolamento) di passare, lo stesso facciamo noi nei confronti du terne più veloci della nostra, mentre altri anche se in difficoltà e lentissimi non si spostano creandoci qualche problema e costringendoci in alcuni passaggi a fare un po’ i prepotenti (giustamente). Questa salita sembra non terminare mai, Spada continua ad avere i miraggi vedendo una Capanna Alpini al momento iniesistente, finisce finalmente il Prà di Rat e arriviamo al ristoro della Bocchetta Forcellino dopo 40 km a quota 950 m.s.l.m. Un bicchiere di acqua o di tè (non ricordo) e poi di nuovo verso l’arrivo. Uno spianamento iniziale ci illude di avere finito di soffrire in salita, ma dopo qulache decina di metri ecco che di nuovo si risale, non con una pendenza pari a quella di prima ma poco ci manca. Tutti ci chiediamo ad alta voce se manca ancora poco o molto, qualcuno azzarda nel dire 10 minuti, chi 20 e chi 800 mt (in queste condizioni di terreno 800 mt sono veramente tantissimi). Ci sorpassa la terna RB del Predicatore, del mitico Nessi (59 anni) e di Piazzalunga che bestemmia con tutti perché non gli danno lo spazio per potere sorpassare. A questo punto si sentono le voci che arrivano dalla Capanna Alpina e finalmente la vediamo, ancora pochi metri e ci siamo. Ci separano ancora dei gradini alti che mi fanno temere l’arrivo dei crampi alla gamba sinistra, non proprio adesso! Accorcio il passo e faccio passi brevi e rapidi anziché lunghe falcate, ci ricompattiamo e tutti e 3 insieme tagliamo il traguardo a 1173 m.s.l.m. dopo 42 km!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


4h32’45’’ Il tempo di percorrenza della frazione montana è stato di 1h06’44’’, anche qui 4’ sotto alla tabella di marcia programmata. La soddisfazione sportiva è stata alta, 52a Terna assoluta su 266 iscritte e 199 arrivate, il tempo della seconda frazione è stato il 39° assoluto, 4a Terna dei Runners Bergamo e sembrerebbe che abbiamo contribuito positivamente per la vittoria di Società. La soddisfazione più grande è stata data comunque non dal risultato sportivo in se stesso ma dall’insieme di tantissime cose, la corsa in terna, il percorso con la sua lunghezza e durezza, il pubblico, gli altri podisti, la corsa notturna, l’arrivo in quota e tanto altro. Una gara unica e sicuramente la più bella a cui ho partecipato. Ci sarebbero da scrivere altre dieci pagine sul dopo corsa, dico solamente che la nostra avventura ed in parte disavventura col Sandro non è finita, lui non è riuscito ad arrivare alla capanna, lo abbiamo aspettato fino alle 4.40 e poi siamo scesi Spada e Cale (altro RB che si è aggragato alla compagnia avendo perso per strada i suoi 2 compagni) per il sentiero “comodo” ed io e Albi rifacendo il terribile Prà dei Rat al contrario per evitare di perderci Sandro nel caso lui fosse salito da li e noi scesi dal sentiero opposto. Ci siamo ritrovati con Sandro verso le 6.00 ad Erve e alla fine siamo arrivati a casa intorno alle 7.30.
MONZA RESEGONE, corsa veramente unica che quest’anno abbiamo scoperto e affrontato e che sicuramente ci vedrà altre volte nella lista degli iscirtti.

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