Oggi si è svolta la VII edizione della Skyrace Internazionale Valmalenco Poschiavo, una gara molto impegnativa lunga 31 km con un dislivello positivo di 1.850 mt quest’anno valida per il campionato del mondo di skyrunning.
Al via nel paese di Lanzada in Valmalenco erano presenti circa 500 atleti, un numero notevole per questo tipo di manifestazioni, tra gli altri alcuni atleti di fama internazionale disposti a cimentarsi in uno scontro dove anche le condizioni climatiche possono modificare non poco i valori in campo.
Una giornata strana, il sole che appare e lascia sperare in un miglioramento di questa primavera anomala e subito dopo dei nuvolosi cupi oscurano le cime che si stagliano 2000 e più metri sopra la valle. Poco più in la i 4000 mt del Bernina sotto cui transiteremo al culmine della gara: il Passo Campagneda a 2.627 mt che ci accoglierà con le sue lingue di neve. Già lo scorso anno, dopo un inverno arido, la neve si era lasciata intravedere, ma quest’anno sicuramente sarà molta di più.
Molto pubblico su tutto il percorso nonostante la giornata non proprio primaverile, numerosi ristori forniti di tutto il necessario salvo, purtroppo, sali tiepidi e percorso presidiato in modo impeccabile dal personale: ovunque forestali, volontari, sanitari e… molti uomini donne e bambini che tifavano incessantemente sia i primi (credo) che gli ultimi (sono pratico…)!
Anche oggi il buon Manu (Vescovi) mi accompagna in questa avventura insieme all’amica Ross. Sulla linea di partenza si rivedono i soliti vecchi e i nuovi amici, ci si scambia opinioni e chi più chi meno ci si carica per la gara. Alla partenza il sole ci saluta e lascia sperare che ci accompagnerà per tutta la gara, le gambe girano bene ed infatti fino alla diga tutto procede per il meglio. Il tratto più duro si avvicina e iniziano i primi problemi: lo stomaco è in subbuglio, il freddo inizia a dare fastidio ed il sole scompare. Nuvolosi neri davanti a noi coprono la visuale sul passo, un aria sferzante raggela il sudore addosso, le mani sono di ghiaccio e le rampe del passo sono li ad attendere con la neve. Una autentica tormenta ci accoglie ed i problemi aumentano, arrivare al passo è un inferno, si è soli contro la fatica, il dolore e la natura con la voglia di mollare sempre in agguato. Il tempo guadagnato nel primo tratto per migliorare la propria prestazione svanisce e un malessere generale avvolge il corpo e la mente. Ma bisogna continuare ed al passo, congelato nonostante il kway, una tenda ed una coperta insieme a the caldo diventano il rifugio per riprendersi. Lo stomaco è letteralmente ghiacciato ed il dolore mi impedisce di proseguire ma dopo una ventina di minuti sento che va meglio, si può proseguire almeno per concluderla con le proprie gambe. Scollinato il Campagneda una marea bianca e scivolosa ci accompagna per un paio di km, poi un km di fango e finalmente inizio a riprendermi e posso spingere gli ultimi 5 km fino al traguardo. In discesa supero Fabio (abitualmente non lo vedo neanche alla partenza!!!) ed infatti nonostante una storta alla caviglia subita a metà gara decide di terminare camminando. Lo stomaco è ancora sottosopra ma le gambe girano e riesco ad arrivare tranquillamente al traguardo mezzora oltre il tempo dello scorso anno: ma l’averla conclusa nonostante la grave crisi e le condizioni eccellenti in cui sento le gambe mi rendono comunque felice di aver partecipato e di aver fatto un buon allenamento (perché oggi era solo un allenamento in vista di…). Alla fine tutto il gruppo di conoscenti ha concluso la propria gara nonostante gli arrivi siano stati complessivamente 400 su 520 iscritti. Questo lascia immaginare le condizioni estreme di questa manifestazione comunque molto bella e ben organizzata e con un versamento di 5 € per ogni partecipante a progetti umanitari quali scuole nei paesi montani. Vittoria del giovane campione spagnolo Burgada secondo l’eterno Mejia, messicano 45 enne, prima donna la britannica Angie Mudge con prima italiana la Baronchelli (5°) alle prese con una bronchite.
Buona prova di Manu che nonostante non si sia migliorato ha dimostrato di essere sempre in forma, e di “mammina volante” Ross che nonostante i problemi avuti in gara migliora di volta in volta le proprie prestazioni a soli pochi mesi dall’inizio della sua carriera podistica dimostrando una tenacia ed una volontà non comune: 3-0 e la mattanza continua.
Ps: anche quest’anno i giudici sul percorso ed all’arrivo pronunciavano il mio numero (509) quasi come in bergamasco: “cincènnöf”, mi sembrava di giocare in casa ed infatti gli rispondevo con dei “ea” o dei “uellà”. In questo cantone (Dei Grigioni) sono infatti ufficiali tre lingue, ossia l’italiano, il tedesco ed il romancio. Sono proprio forti sti montanari!
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