3 agosto 2008 2a Skyrace delle Orobie
Alla ricerca della pace interiore.
di Giorgio "poeta camminatore" Gibellini



La mia seconda skymarathon si è conclusa ieri al Coca verso le ore 15. Ero un poco deluso per il risultato cronometrico ma da un punto di vista prettamente energetico ero felice. Ieri ho attraversato immense valli e camminato per sentieri a me noti ; ho ammirato la neve e respirato aria pulita.
La partenza alle 6.30 da Valcanale ha aperto le danze per le prime posizioni, mentre io nelle retrovie cercavo il giusto ritmo per arrivare in buono stato al Coca. Salendo al passo Gemelli lo sforzo era gia’ di per se’ abbastanza duro, ma poi la lunga discesa che conduceva al rifugio mi faceva tirare il fiato e assestarmi su ritmi piu’ consoni al mio passo.Dopo il rifugio Gemelli,il sentiero scendeva leggermente verso il lago di Sardegnana per poi immettersi sul percorso che conduceva ai due corti tunnel lungo la parete rocciosa della montagna. In seguito si entrava nel bosco e si respiravano arie dolci e avvolgenti di montagna. Il percorso mi conduceva alla diga Fregabolgia posta nelle vicinanze del rifugio Calvi. A volte mi capitava di fare un pezzo del percorso con uno dei due assistenti alla scopa, per il resto ho camminato quasi sempre da solo. Da una parte è stato bello essere solo perché ho potuto ascoltare il silenzio delle montagne e il mio essere che si apriva dinnanzi a tanta infinita abbondanza di sapere; da un altro punto di vista è stato uno svantaggio il non avere compagnia. Il mio cammino proseguiva verso il rifugio Brunone. Ero terzultimo in quel momento. L’assalto al passo di Valsecca è stato molto duro. La salita non finiva piu’ e la cima sembrava distante, ma la mia mente e il mio sguardo erano diretti sempre a terra passo dopo passo il mio obbiettivo stava arrivando. Facendo cosi’ le distanze si accorciavano. In salita guardavo a terra e a volte in giro soltanto per ammirare una stupenda parete di roccia gigantesca come in questo caso nelle vicinanze del passo di Valsecca. Arrivato al Brunone la mia gamba sinistra accusava dolore nella parte superiore davanti;cosi’ proseguivo cautamente verso il Simal.Arrivato al passo ho riferito ai soccorritori del mio piccolo problemino e subito in modo gentilissimo mi hanno massaggiato e dato una pasticca di sali e poi mi hanno lasciato proseguire lungo la lunga discesa verso il lago di Coca. Arrivato al laghetto di Coca il bellissimo colore azzurro non ha aiutato la mia fatica e quindi ho proseguito verso il rifugio Coca tranquillamente, ma a pochi metri dalla fine la mia fatica mi ha fatto esplodere alcune lacrime dagli occhi che cadendo hanno portato un pizzico di felicità, incoraggiate dal tifo inaspettato dei miei conoscenti presenti ad attendermi. Arrivato ho appreso da subito il mio risultato cronometrico che mi ha guastato il mio cuore e la mia felicità ; ma confido ancora in altre possibilità e faccio tesoro prezioso di quei lunghi momenti di silenzio ai piedi di quei colossi che portato sulle loro spalle chissà quanti milioni di anni, per imparare che non esiste solo il crono ma la lunga e faticosa ricerca interiore.